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DESCRIPTION:Siamo ovunque\n\nVenerdì 20 marzo\n\nD R A M M A T U R G I A\n\
	nF E D E R I C A C U C C O\n\nR E G I A E I N T E R P R E T A Z I O N E\n\
	nA N T O N I O A N Z I L O T T I D E N I T T O\n\nsiamo ovumque\n\nSiamo o
	vunque è uno spettacolo che racconta il desiderio di vite semplici\, il\nc
	ui orientamento sessuale ha incontrato l’odio e l’ignoranza del mondo.\n\n
	Parla della battaglia per il diritto all’uguaglianza e all’amore\, contro 
	la\ndiscriminazione e la speranza verso un mondo che deve essere migliore 
	di così.\n\nIl progetto di scrittura nasce dopo il terribile attentato avv
	enuto ad Orlando\nin Florida\; in un locale il “Pulse” dove hanno perso la
	 vita 49 persone mentre\n53\n\nresteranno gravemente ferite.\n\nAldilà del
	 fatto in sé\, la rabbia e la frustrazione più grande è stata vedere\ncome
	 i giornali e i tabloid hanno etichettato l’avvenimento: “attentato di\nge
	nere”.\n\nCome se fosse più determinante quell’aspetto che la morte di per
	sone e il dolore\ndi famiglie colpite da un lutto così violento.\n\nAnche 
	nella morte è subentrato prepotentemente il concetto di genere\, come\ndis
	tinguo\, come un livello di gravità differente.\n\nDa tutto questo nasce l
	a scrittura di Siamo Ovunque\, dove l’aspetto umano è il\ncentro del racco
	nto: storie di uomini e donne senza etichetta\, dove l’amore\, la\n\nrabbi
	a\, lo spirito di rivalsa e la tenerezza si intrecciano con una realtà che
	\nnon accetta\, che punta il dito\, che uccide.\n\nIl teatro che ci permet
	te di giocare con il corpo e la voce\, ha permesso\nall’attore di non defi
	nirsi scenicamente\, di superare il suo aspetto\,\npermettendo alla parola
	 di\n\ndiventare protagonista.\n\n“Più che liberatrici\, due che sono salv
	ate a vicenda. E diventiamo un corpo\nfatto di 10\, 100\, 1000 pugni chius
	i che non hanno paura delle botte\, della\npolizia\, di\n\nperdere tutto”\
	n\nPREMI\, SELEZIONI\, MENZIONI\n\nTesto selezionato concorso IN SCENA Ita
	lian Theater Festival NY\,Menzione\nspeciale Carlo Annoni\, Piccolo Teatro
	 di Milano\, Miglior corto teatrale X\nedizione Teatro San Prospero\, R. E
	. \,Semifinalista Premio Dante Cappelletti\,\nRoma.\n\nRECENSIONE Visionar
	i 2025: POLIS Teatro Festival Ravenna:\n\n“Interpretazione espressiva. Il 
	contenuto è tra i più attuali e coinvolge tutta\nla cultura occidentale\n\
	nsenza confini.\n\nLa non accettazione dell'altro determina esclusione\, c
	he induce disadattamento e\nodio. La vicinanza visiva con il protagonista 
	è un incontro di occhi e di cuore\,\nche trasporta lo spettatore nel patho
	s della trama\, quasi come a viverla accanto\na chi la sta raccontando. Ne
	ssuna parola può sfuggire e subito le immagini\nnarrate appaiono vivide e 
	dolorose nella loro verità. Un viaggio negli abissi\ndell'animo umano cont
	emporaneo”\n\nDiversi sono gli spunti che hanno influenzato ed ispirato qu
	esta scrittura:\n\n• The Death and Life of Marsha P. Johnson documentario 
	su una figura cardine per\nla nascita del\n\nmovimento Pride e i moti di S
	tone Wall\n\n• Orlando di Virginia Wolf\, dove la sessualità è un gioco fl
	uido\, dove il\nconfine è un limite e non una\n\ndefinizione\n\n• 13 novem
	bre: Attacco a Parigi documentario sugli attentati di Parigi\, e\nBataclan
	 che ricorda molto\n\nle dinamiche dell’attentato di Orlando\n\n• L’episod
	io di Malika Chalhy\, ventiduenne originaria di Castelfiorentino\, in\npro
	vincia di Firenze.\n\nNel 2021 Malika fu cacciata da casa dalla sua famigl
	ia perché aveva confessato\ndi amare una\n\ndonna.\n\nBasta leggere il gio
	rnale e scrollare il telefono per accorgersi che ogni giorno\nla comunità 
	LGBTQIA+ combatte con pregiudizi che rallentano il progresso\, che\naffoss
	ano l’argomento cardine del PRIDE stesso: l’orgoglio\, la libertà di esser
	e\nliberi\, di poter amare senza paura\, di non doversi guardare intorno p
	rima di\nscambiarsi un bacio.\n\n“Siamo ovunque” porta in scena la normali
	tà\, intesa come luogo dove conoscere il\ndiverso (da\n\nme) e accorgersi 
	che tanto diversi non siamo.\n\nhttps://teatrinindipendenti.it/giu-dallarc
	a/siamo-ovunque\n[https://teatrinindipendenti.it/giu-dallarca/siamo-ovunqu
	e]
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	</p><p>D R A M M A T U R G I A</p><p>F E D E R I C A C U C C O</p><p>R E G
	 I A E I N T E R P R E T A Z I O N E</p><p>A N T O N I O A N Z I L O T T I
	 D E N I T T O</p><p>siamo ovumque</p><p>Siamo ovunque è uno spettacolo ch
	e racconta il desiderio di vite semplici, il cui orientamento sessuale ha 
	incontrato l’odio e l’ignoranza del mondo.</p><p>Parla della battaglia per
	 il diritto all’uguaglianza e all’amore, contro la discriminazione e la sp
	eranza verso un mondo che deve essere migliore di così.</p><p>Il progetto 
	di scrittura nasce dopo il terribile attentato avvenuto ad Orlando in Flor
	ida; in un locale il “Pulse” dove hanno perso la vita 49 persone mentre 53
	</p><p>resteranno gravemente ferite.</p><p>Aldilà del fatto in sé, la rabb
	ia e la frustrazione più grande è stata vedere come i giornali e i tabloid
	 hanno etichettato l’avvenimento: “attentato di genere”.</p><p>Come se fos
	se più determinante quell’aspetto che la morte di persone e il dolore di f
	amiglie colpite da un lutto così violento.</p><p>Anche nella morte è suben
	trato prepotentemente il concetto di genere, come distinguo, come un livel
	lo di gravità differente.</p><p>Da tutto questo nasce la scrittura di Siam
	o Ovunque, dove l’aspetto umano è il centro del racconto: storie di uomini
	 e donne senza etichetta, dove l’amore, la</p><p>rabbia, lo spirito di riv
	alsa e la tenerezza si intrecciano con una realtà che non accetta, che pun
	ta il dito, che uccide.</p><p>Il teatro che ci permette di giocare con il 
	corpo e la voce, ha permesso all’attore di non definirsi scenicamente, di 
	superare il suo aspetto, permettendo alla parola di</p><p>diventare protag
	onista.</p><p>“Più che liberatrici, due che sono salvate a vicenda. E dive
	ntiamo un corpo fatto di 10, 100, 1000 pugni chiusi che non hanno paura de
	lle botte, della polizia, di</p><p>perdere tutto”</p><p>PREMI, SELEZIONI, 
	MENZIONI</p><p>Testo selezionato concorso IN SCENA Italian Theater Festiva
	l NY,Menzione speciale Carlo Annoni, Piccolo Teatro di Milano, Miglior cor
	to teatrale X edizione Teatro San Prospero, R. E. ,Semifinalista Premio Da
	nte Cappelletti, Roma.</p><p>RECENSIONE Visionari 2025: POLIS Teatro Festi
	val Ravenna:</p><p>“Interpretazione espressiva. Il contenuto è tra i più a
	ttuali e coinvolge tutta la cultura occidentale</p><p>senza confini.</p><p
	>La non accettazione dell'altro determina esclusione, che induce disadatta
	mento e odio. La vicinanza visiva con il protagonista è un incontro di occ
	hi e di cuore, che trasporta lo spettatore nel pathos della trama, quasi c
	ome a viverla accanto a chi la sta raccontando. Nessuna parola può sfuggir
	e e subito le immagini narrate appaiono vivide e dolorose nella loro verit
	à. Un viaggio negli abissi dell'animo umano contemporaneo”</p><p>Diversi s
	ono gli spunti che hanno influenzato ed ispirato questa scrittura:</p><p>•
	 The Death and Life of Marsha P. Johnson documentario su una figura cardin
	e per la nascita del</p><p>movimento Pride e i moti di Stone Wall</p><p>• 
	Orlando di Virginia Wolf, dove la sessualità è un gioco fluido, dove il co
	nfine è un limite e non una</p><p>definizione</p><p>• 13 novembre: Attacco
	 a Parigi documentario sugli attentati di Parigi, e Bataclan che ricorda m
	olto</p><p>le dinamiche dell’attentato di Orlando</p><p>• L’episodio di Ma
	lika Chalhy, ventiduenne originaria di Castelfiorentino, in provincia di F
	irenze.</p><p>Nel 2021 Malika fu cacciata da casa dalla sua famiglia perch
	é aveva confessato di amare una</p><p>donna.</p><p>Basta leggere il giorna
	le e scrollare il telefono per accorgersi che ogni giorno la comunità LGBT
	QIA+ combatte con pregiudizi che rallentano il progresso, che affossano l’
	argomento cardine del PRIDE stesso: l’orgoglio, la libertà di essere liber
	i, di poter amare senza paura, di non doversi guardare intorno prima di sc
	ambiarsi un bacio.</p><p>“Siamo ovunque” porta in scena la normalità, inte
	sa come luogo dove conoscere il diverso (da</p><p>me) e accorgersi che tan
	to diversi non siamo.</p><p><a target="_blank" href="https://teatrinindipe
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